Il look 82 è un abito lungo in chiffon viola, del tutto trasparente, con l'intimo in vista. Quello che si vede per primo è la trasparenza, mentre quello che regge il capo è la costruzione, la stessa del completo nero con cui la collezione si apre. Il pezzo più esposto e quello più severo sono fatti con lo stesso mestiere, ed è la ragione per cui restano leggibili come capi. Qui non ci sono due ricette, una per il guardaroba maschile e una per quello femminile: c'è una costruzione sola, applicata a due guardaroba. Conviene guardare che cosa regge la parte maschile, che cosa cambia in quella femminile e perché le uscite più estreme non siano eccezioni.
SARTORIA MASCHILE: IL COMPLETO È LA MISURA
La collezione si apre sul look 1, un completo monopetto in lana pettinata, fit aderente, pantalone dritto che finisce alla caviglia. Aprire dal capo più semplice è già un argomento, perché una giacca così si lascia giudicare soltanto sul taglio, senza effetti che distraggano dalla linea. La linea è esatta, e la giacca non chiede altro.
Al look 22 un bomber in pelle è portato aperto su una camicia scura, con una cintura a tre fibbie appoggiata larga sui fianchi, fuori dai passanti e sotto il punto vita, che resta libero, mentre il taglio del bomber resta visibile per intero. Al look 9 un blazer over sta sopra una polo a righe del marchio e un denim scuro, e le righe della casa tengono anche sotto una spalla larga, cioè nel punto in cui un dettaglio del genere di solito sparisce.
Lo stesso ragionamento governa la felpa con cappuccio infilata sotto il trench e, più avanti, sotto un blazer sartoriale, le camicie portate aperte a strati, l'orlo sfrangiato dei pantaloni sartoriali, che è una finitura del taglio. In una primavera/estate il capospalla compare nella maggior parte delle 83 uscite, fra panno di lana, gabardine di cotone, pelle, lana feltrata e nylon: la dotazione di un guardaroba armato.
IL GUARDAROBA FEMMINILE: LA STESSA COSTRUZIONE
Il passaggio avviene sul look 41, un blazer blu sfiancato su una camicia dal colletto rigido e un pantalone aderente in tela chiara. È il punto in cui una collezione potrebbe cambiare lingua, e invece continua con lo stesso mestiere: la sartoria è quella di prima, applicata a un corpo letto in un altro modo, tenuto eretto dal colletto rigido più che dalla spalla morbida. Intorno si riconosce il registro equestre, nelle fibbie metalliche e negli stivali da equitazione.
Al look 66 un top con stampa a catene è portato incrociato come un foulard, con una cintura spessa alla vita e una gonna asimmetrica a frange fitte: si vede la differenza fra un capo stampato e una stampa portata come capo, e la frangia è una finitura del taglio prima che un effetto di movimento.
Al look 78 un maxi cappotto in pelo copre un body in pizzo e una gonna, e il volume più grande della collezione è costruito sopra le due parti più piccole, e tiene perché sotto la proporzione resta chiusa. Accanto, i kilt a pieghe in tartan e in pelle e i micro-abiti in pelle. Il colore arriva a blocchi, dai neri e dai bianchi ottici dell'apertura ai toni fondi della seconda metà, fino al viola della penultima uscita.
PERCHÉ TIENE: COSTRUZIONE, MATERIALI, FINITURE
La coerenza sta in tre decisioni che tornano nei due guardaroba. La prima è la spalla, insellata o strutturata a punta nel tailoring, scesa e ampia nel capospalla, comunque costruita, così che la linea resti tracciata anche quando il capo prende volume. La seconda è la chiusura: le cinture a più fibbie segnano vita e fianchi in entrambi i guardaroba, mentre la fibbia horsebit ricorre su cinture e scarpe lungo tutta la collezione. La terza riguarda le superfici, perché la lana pettinata e il cady hanno un peso sartoriale che si legge nella caduta, la pelle è trattata in due finiture, opaca e spessa oppure liscia e lucida, e gli orli a frange e sfilacciati sono scelte di rifinitura. Qui sta la parte più convincente del lavoro: la collezione spende dove non si fotografa, cioè nella tenuta del capo. Per questo il guardaroba regge intero, con una costruzione sola sotto i capi più estremi.
Dopo il cappotto in pelo e l'abito di chiffon, la cosa da guardare di nuovo è il completo nero del look 1, monopetto, aderente, pantalone dritto alla caviglia. Una collezione che mette il capo più semplice per primo ha già detto dove sta il suo argomento, e le uscite più estreme funzionano perché sotto c'è quella misura.
