Appuntamento il 2 novembre a New York, all'American Museum of Natural History: cosa sapere sui CFDA Fashion Awards 2026 prima della serata.
Mikio Sakabe porta "Cheers!" al Laforet Museum Harajuku, trasformando il "fancy" giapponese e l'estetica del mall in un manifesto contro il professionismo.
Dai telai delle Ebridi al laboratorio nel Fife, Fyfe Golf trasforma Harris Tweed, canvas cerato e tartan in accessori da golf fatti su ordinazione.
Il 16 ottobre W Korea, mensile di moda edito su licenza da Doosan Magazine, ha pubblicato un pezzo di Jin Jung-ah intitolato "Questo autunno conviene scegliere la maglia viola invece di quella marrone", con il sommario "il viola diventato new normal".
Al Noguchi Award il museo premia chi dialoga con Noguchi da dieci anni e chi non l'ha mai toccato: a fare l'erede è il metodo, non il contatto.
Il bilancio della Paris Fashion Week primavera-estate 2027: trasparenze e guardaroba concreto, ma il colore resta ancorato al nero. I numeri di 63 sfilate e 3.189 look.
Tommy Fleetwood lo ha indossato ad Augusta senza contratto né annuncio. Da Stoccolma, Late Nine riporta nel golf lana, maglieria e proporzioni classiche, costruendo la propria identità lontano dal linguaggio dominante della performance.
Dopo dieci anni alla guida di Saint Laurent, Anthony Vaccarello lascia la maison senza spiegazioni ufficiali. Un’uscita arrivata con il brand di nuovo in crescita, un ultimo show al Trocadéro e un decennio che ha cambiato peso, immagine e dimensioni della casa.
Per la SS27 Uma Wang costruisce sul corpo, lascia entrare l’imperfezione nel processo e trasforma asimmetrie, drappeggi ed errori di taglio in metodo sartoriale. Una collezione in cui equilibrio e precisione non passano dalla simmetria.
La primavera/estate 2027 che Enfants Riches Déprimés ha mostrato a Parigi conferma il riferimento su cui la casa si regge e insieme ne sposta il posto, perché per noi il grezzo smette di essere una citazione e diventa il modo di fare il capo.
La Primavera/Estate 2027 di Sacai è il punto in cui un reset diventa visibile, e quello che Chitose Abe ha spostato riguarda il modo in cui costruisce un look più che il materiale di cui quel look è fatto.
Gallici eredita una casa che cercava stabilità, e qui dimostra di saperla dare: i codici della fondatrice sono al loro posto, il nero, il bianco, il romanticismo scuro, la sartoria tagliente, ma passano per una mano che non li ricalca.