In Fendi SS27 la parte che regge il look è quella che di solito sta sotto: il pizzo sale al primo strato e il capospalla perde l'armatura.
Il primo capo è costruito. Un corpetto con il suo taglio intatto, che sui fianchi si apre, e sotto un bermuda sartoriale il cui orlo finisce in pizzo (look 1). La sartoria è ancora tutta lì. Nel punto in cui cede, al suo posto compare il linguaggio che di solito vive all'interno. Da lì in avanti il guardaroba ripete lo stesso movimento: davanti non c'è più niente che armi il corpo, e la parte che tiene si è avvicinata alla pelle. Resta da vedere dove è finito il peso, che cosa lo porta adesso, e con quale capo la collezione sceglie di chiudere.
FUORI NON C'È PIÙ ARMATURA
Il canone del completo si apre subito. Un gilet lungo doppiopetto, decostruito, con lo scollo che scende a V su una bralette a vista, e sotto un pantalone fluido (look 2). Il pezzo più costruito del guardaroba diventa una cornice intorno a ciò che di solito sta sotto.
Il resto dei capispalla ha perso i suoi punti di forza. Le spalle si arrotondano e scendono, i rever classici spariscono, le chiusure si annodano o corrono su una coulisse al posto dell'abbottonatura classica. Anche i blazer cedono: perdono le maniche e restano come gilet allungati, oppure si ammorbidiscono e lasciano andare l'imbottitura. La camicia si porta sbottonata, quasi un capospalla leggero, o si allunga fino a diventare una tunica, mentre il pantalone scivola sui fianchi con la gamba ampia e l'orlo che tocca terra. Il volume non arriva da un'intelaiatura. Arriva da come il tessuto cade.
Le proporzioni fanno il resto: orli cortissimi, bermuda e pagliaccetti, sotto soprabiti lunghi e austeri. Il corpo non è mai costretto. La verticalità scivola, e il punto vita si segna solo con un drappeggio o con una cintura lasciata cadere sui fianchi. Davanti non c'è più niente da chiudere, e niente da far combaciare.
IL DECORO NON REGGE NIENTE
La geometria arriva come ornamento. Un gilet lungo lavorato a intarsio, con le linee spezzate del Déco, sta sopra una lingerie nera trasparente (look 13): la base è leggera, il pezzo decorato le appoggia sopra come un pannello. Una gonna midi in raso con la stampa a fulmine diventa quotidiana per via di un reggiseno in pizzo a vista e di uno spolverino scuro (look 47).
Più il decoro è fitto, meno regge. Il ricamo in filo d'oro su base nera, la maglieria tempestata di perline, i pantaloni coperti di jais e di frange lucide che avanzano a strati: si leggono come le superfici costruite della collezione, e sono massa, non sostegno. Il pelo lungo e folto contro la trasparenza dello chiffon dice la stessa cosa in un altro modo: nessuna delle due superfici tiene il look. Anche una stola dalla superficie folta lavora così, portata su una sola spalla, e sposta l'asse.
I punti fissi sono pochi e stanno sulla pelle. Una bralette a vista, le calze velate, un choker nero in pelle che fa da ancoraggio al collo, i calzoncini in raso, le culotte. Tutto il resto si dispone intorno a quelli. La lettura è questa: l'ornamento somma peso, non porta carico.
L'ABITO È SOTTO
Poi ci sono i casi in cui lo strato interno è l'abito. Camicia e shorts in raso champagne restano a vista sotto un gilet nero con ricami in oro e profili di pelo (look 32). Il sotto sostituisce l'uniforme, e più che una provocazione sembra un'abitudine di guardaroba.
La trasparenza è la prova, non il soggetto. Un top smanicato in tulle con ricami neri e frange lunghissime cade sui jeans (look 40). Il decoro non nobilita il denim. Lo mette nello stesso sistema degli altri capi, ed è per questo che si legge. Gli abiti che lasciano vedere quello che coprono raccontano dove sta la costruzione, non un corpo esposto.
Il punto estremo è un minidress cortissimo, tutto frange di perline, indossato sotto un cappotto imponente (look 54). Il capo non ha armatura e non ha peso proprio. È ornamento che si muove, e lo porta il corpo. È la fine logica di ciò che era cominciato con il primo capo.
Davanti a un capo si può capire dove sta il peso. Se il carico è nel capo che copre, il corpo è vestito. Se il carico è nello strato che tocca la pelle, è il corpo a portare il capo. Fendi SS27 non toglie niente: sposta la struttura di uno strato. Da lì in poi il guardaroba si legge partendo da sotto, e la parte più fotografata è quella che regge.
