Nella campagna FW26 di Jil Sander, un'immagine inconsueta: un tavolo di lattice e un divano avvolto nella pellicola, disposti sull'asfalto di una pista d'aeroporto privato. Il concept ufficiale dichiara: 'The interiors are outside… There is no floorplan.' La stampa, leggendo queste immagini (still da un cortometraggio in mini DV), le interpreta come una svolta 'weird'. È l'opposto: Jil Sander non si scopre eccentrica, ma riscopre le sue radici amburghesi. Il percorso inizia con un disco, non una collezione, e questa scommessa è definita da un metodo musicale, da un'origine precisa e dal contesto industriale in cui la casa opera.
IL PRIMO GESTO È UN DISCO
La sfilata FW26 (25 febbraio 2026) è la seconda di Simone Bellotti per Jil Sander. Eppure, il suo primo atto creativo per la casa fu un album: “JS” di Bochum Welt. Undici tracce, in vinile e digitale, prodotte con BMG e Threes Productions. Ispirato ad Amburgo, “where it all started”, uscì il 16 luglio 2025 (digitale) e il 5 agosto 2025 (vinile), precedendo il suo debutto in passerella (Milano, 24 settembre 2025). Jil Sander ha dichiarato: 'By choosing music as his initial creative gesture, Bellotti signals a long-term commitment to integrating sound as a tool for expression and a defining element of the JIL SANDER identity.' Gianluigi Di Costanzo (Bochum Welt), che ha esordito nel 1994 su Rephlex (l’etichetta di Aphex Twin), ha poi composto ed eseguito dal vivo la colonna sonora della prima sfilata. Oggi, la campagna FW26 utilizza 'If This Is Hell' (ft. Deuén) di Space Afrika, un brano da Quiet Storm, album di prossima uscita (25 settembre 2026) su Dais Records. Questa selezione, avvenuta dopo lo shoot e su indicazione della regista Moni Haworth, è un mandato: la moda agisce come infrastruttura per l’elettronica sperimentale. La genealogia IDM, da Rephlex a Dais Records, trova così espressione tra passerelle e campagne.
AMBURGO, LA CUCITURA NASCOSTA
Jil Sander nasce ad Amburgo nel 1968. Oggi l'headquarter è a Milano, ma l'origine tedesca riaffiora con chiarezza. L'album “JS” di Bochum Welt è “inspired by Hamburg, where it all started”. La sfilata FW26 si ispira al photobook Café Lehmitz (1978) di Anders Petersen, che cattura il pubblico ruvido e imperfetto dei bar amburghesi. Il logo, ridotto al mononimo “JIL” nella SS26, simboleggia un ritorno all'essenza del nome. La carriera di Bellotti — sedici anni da Gucci, poi Bally con le sue esplorazioni di sottoculture svizzere — rivela una predisposizione per narrazioni inconsuete. Tre fatti indipendenti convergono su un unico asse. Il “weird” percepito ha un nome geografico e un suono: è la Germania che rientra in una casa diventata milanese e, sotto Lucie e Luke Meier (2017-2025), aveva espresso una visione più calda e romantica, come spesso osservato. Non è una rottura, bensì un ritorno all’origine espresso attraverso grana (mini DV, VHS), fotografia documentaria (Petersen) e suono (Bochum Welt, Space Afrika). I riferimenti del concept, come Pina Bausch e la ripetizione, ancorano ulteriormente all'estetica tedesca.
IL CONTO DEL WEIRD
Jil Sander, parte di OTB Group dal marzo 2021 (che include Diesel, Maison Margiela, Marni e Viktor&Rolf), ha registrato 148 milioni di euro di ricavi nel 2023 (utile netto 7,5 milioni), all’interno di un gruppo con un fatturato di 1,7 miliardi nel 2025. Una realtà di medie dimensioni. Questa scommessa estetica si innesta in un contesto di instabilità dirigenziale. Luca Lo Curzio ha lasciato il ruolo di CEO a fine 2024. Serge Brunschwig, nominato il 5 febbraio 2025, si è dimesso il 31 luglio 2025 dopo sei mesi. Ubaldo Minelli, CEO di OTB, ha assunto la guida di Jil Sander ad interim. A giugno 2026, Renzo Rosso ha annunciato un nuovo CEO, e Marco Viganò è stato nominato Chief Executive Officer con decorrenza 15 settembre 2026. Prima di OTB, la casa era in perdita (92 milioni di dollari di ricavi nel 2020). Jil Sander è ora in assortimento Antonioli, a conferma che la campagna non è un mero esercizio teorico, ma è sostenuta da una presenza commerciale. L'asimmetria è evidente: l'ambizione laboratoriale della parte culturale precede una struttura industriale ancora in cerca di stabilità. Questa scommessa estetica è in anticipo rispetto alla governance, e ciò rende il caso particolarmente significativo.
IL DECOLLO
Il concept ufficiale dell’aeroporto evoca un luogo di partenze e arrivi. Jil Sander ha scelto il punto di inizio, recuperando la sua origine: quella della fondazione. L'immagine finale è il vinile di Bochum Welt, accanto al grano di una VHS, e Quiet Storm che giunge il 25 settembre, già usato nella campagna. Questa moda che anticipa il disco definisce il momento Jil Sander. La casa non è diventata strana; ha smesso di nascondere la sua provenienza. Il “doing more with less” di Bellotti non è un minimalismo stanco, ma uno che ha riscoperto il rumore.
