L'11 giugno 2026 lo studio di Onalaja a NW10, nel nord-ovest di Londra, è andato distrutto in un incendio. Con l'edificio sono bruciati oltre dieci anni di lavoro: l'archivio, i campioni, i tessuti, gli abbellimenti, la collezione di laurea e la SS27 già disegnata. Il marchio, racconta la fondatrice Kanyinsola Onalaja, non era assicurato. Quattordici settimane dopo, domenica 20 settembre alle 18:00, la collezione ha sfilato nel calendario ufficiale della London Fashion Week. Per arrivarci in tempo, Onalaja si è affidata anche all'intelligenza artificiale.
Onalaja, nata in Nigeria e formata fra Londra e Roma, ha fondato il marchio nel 2014. Fa demi-couture costruita sul ricamo e sugli abbellimenti, in taglie dalla XXS alla XXXXL, ed è nella rosa dei marchi scelti dal British Fashion Council per il suo Designer Fashion Fund 2026. È un lavoro che vive di mano e di tempo, esattamente le due cose che l'incendio le aveva tolto.
CHE COSA HA FATTO L'AI
Lo strumento è Adobe Firefly, e la designer lo descrive con precisione. Lo ha usato per le tavole di riferimento e di colore, per trasformare gli sketch in disegni abbastanza chiari da andare in produzione e soprattutto per la campionatura virtuale: provare sullo schermo stampe, tessuti e sovrapposizioni prima di spendere soldi in un campione vero. Firefly ha preparato anche le istruzioni per gli artigiani, con il posizionamento dei ricami e i codici Pantone dei colori.
I risultati, secondo lei, si misurano così: tempi dimezzati su molte lavorazioni e tre campioni fisici invece di dieci. Sono cifre dichiarate dalla designer. La storia dell'AI, del resto, arriva da una serie di film realizzata con Adobe e da un articolo pubblicato in partnership con l'azienda; le recensioni della sfilata hanno raccontato l'incendio e il mestiere, senza parlare dello strumento.

CHE COSA HANNO FATTO LE MANI
Firefly ha preso il posto di carta, matite e campionario. Ago e filo sono rimasti dov'erano. Il processo, racconta Onalaja, parte dallo studio dei fiori di Bird of Paradise trasformati in stampe e motivi ripetuti, passa per gli esperimenti sulle perline per portare il ricamo in tre dimensioni e arriva al campione originale. Solo allora, dice, abbinato alla silhouette, «everything is tangible»: tutto diventa concreto.
In passerella si è visto questo: perline spezzate di proposito e poi ricomposte, cristalli, piume trasformate in decorazione tridimensionale, ricamo a mano con superfici a scaglie. E la prima prova del marchio nelle scarpe, tacchi coperti di perline che ricordano il corallo.
RINASCERE DA UN FILE
C'è un dettaglio che l'AI non poteva sostituire. Dal fuoco si era salvato un concept del 2020 mai realizzato, Rising From the Ashes, rimasto come ricordo nell'iPhone della designer. Da lì è nata Re: Birth, la collezione SS27, divisa in tre movimenti: The Burn, nei rossi brace e negli arancioni bruciati; The Ash, nei neri e nei grigi fumo; The Rebirth, nell'oro fuso e nei colori dell'uccello del paradiso in piena fioritura.
La sfilata si è aperta con un video in cui Onalaja racconta l'incendio in prima persona. Il 28 ottobre la collezione è attesa a Lagos per una presentazione in forma di salotto. La macchina le ha restituito il tempo; la collezione l'hanno rifatta le mani.
